Everyday life, Italiano

Louis Vuitton, Giovanni Lindo Ferretti e Miss Italia

L’inizio di settembre e’ quasi sempre  pieno di buoni propositi. Mi riprometto di fare diete disintossicanti e yoga almeno 3 volte a settimana che neanche Maharishi, iniziare il corso di cucina giappo/coreana, allevare unicorni e cambiare il mondo. Tra i tanti buoni propositi di settembre vi e’ quest’anno anche la disintossicazione da Facebook, mi ero ripromessa perlomeno di non leggere piu’ i commenti vari sotto gli articoli de La Repubblica o del Corriere della Sera, ma soprattutto non commentare mai piu’, non involucrarmi in battaglie filosofiche, politiche o pseudo etiche con chicchessia … perche’ ha ragione mio fratello quando dice che, facebook e’ un po’ come la sala Parigi*…

Prima notiziona  di settembre e’ stato  ovviamente il commento di Miss Italia ad una domanda degna di un concorso antico e fuori moda, come Miss Italia. In quale epoca del passato ti sarebbe piaciuto vivere ? Miss Italia ha risposto il ’42 ( 42-45 l’Italia e’ in guerra, la seconda guerra mondiale) aggiungendo che da donna non avrebbe dovuto fare il militare, anzi sarebbe rimasta a casa. Come distruggere anni di femminismo e cultura di base in un nanosecondo, ma non fa niente lei ha le gambe lunghe fara’ strada, anzi sono sicura che un giorno ereditera’ la corona della Gelmini.

La seconda notiziana di settembre, che tutti ma proprio tutti  hanno commentato, anche quelli che non lo hanno mai ascoltato, e’ che Giovanni Lindo Ferretti** e’ andato al raduno dei bimbiminkia di destra, Atreju. Povero Atreju un ragazzino ribelle e intelligente, diventato il simbolo della gioventu’ di destra. Pare che anche loro siano impegnati, a combattere quotidianamente il Nulla.

Lindo Ferretti si sa’, era un punk filo sovietico che diceva nei suoi testi roba tipo ” trasgredisci i rituali” ” Voglio rifugiarmi sotto il Patto di Varsavia…” e ha rappresentato, seppure in parte, i miei anni di ribellione e di rabbia contro un sistema che ritenevo troppo conservatore, troppo di destra e retrogrado. Purtroppo la fine della  dipendenza dall’eroina, in questo caso, ha fatto piu’ danni che altro e dopo Ratzinger eccolo li’ in posa con la Meloni***. Come se avessi visto Kurt Cobain duettare con gli Aqua o peggio ancora con la Tatangelo, dimenticavo Vedder con Beyonce’ …  pero’ ecco parliamo di  Beyonce’.

Nella delusione totale, poco fedele alla mia linea e ignorando il disgusto da sempre provato per le borse di Louis Vuitton, quelle color cammello, adorate ahime’ dalle signore borghesi di provincia e non solo,  noiose da zia con il visone marrone anni’ 80, sono andata a vedere Series 3.

L’opening e’ stata un  trionfo di star, modelle e fashion designers… l’ho letto su Vogue. Ho visto anche le foto e fatto il salva immagine di qualche vestito, che non mi potro’ mai comprare.

Insomma prenoto, cosi’ domenica io e Mattias andiamo. Settembre a Londra e’ spettacolare. Sole, 25 gradi, andare in giro in maniche corte a fine settembre, e’ un po’ come aver vinto una lotteria destinata ad albini, nati il 28 febbraio.

louis-vuitton--Series_3_Exhibition_In_London_1_DI3 (1)

Series 3 spiega il processo creativo dell’idea e l’ispirazione, che vi e’ dietro l’ultima collezione autunno/inverno 2015-16, ideata da Nicolas Ghesquiere.

180 Strand e’ uno spazio fantastico vicino alla Somerset House, che se non ci siete mai stati, la prossima volta che venite a Londra evitate Oxford Circus e andate a fare un giro.

dome                      corridoio

Futuristica! La prima stanza e’ dominata da una enorme sfera che sovrasta tutto, la genesi dell’idea, un omaggio all’ architetto Richard Buckminster, identica alla versione presente nella Fondazione Vuitton a Parigi. Dalla Master mind attraversando un corridoio che ricorda tanto quello di una navicella spaziale, si arriva ad una stanza che e’ tutto un gigantesco schermo, dove l’idea prende forma, attraverso la sovrapposizione di immagini e sagome.

FullSizeRender[2]

La successiva rimanda invece alla fase di vera e propria creazione artigianale dell’oggetto, il tutto proiettato su uno schermo, che e’ in realta’ un tavolo su cui, e’ possibile sperimentare la prospettiva dell’operaio a lavoro.

tavolo lavoro

Fino ad arrivare alla sfilata vera e propria. Non avendo mai vissuto tale esperienza, non nego che mi ha fatto un certo effetto, sedersi sui gradini e guardare dei giganteschi video verticali che proiettano l’immagine di modelle vere su una catwalk, mi ha fatto sentire Anne Wintour per 1 minuto e mezzo.

sfilata

Series 3  insomma vale la pena, non fermatevi alle apparenze, anche se se siete ancora fan sfegatate di  Kathleen Hanna e il punk e’ stata la vostra unica vera passione per decenni, non ditelo a nessuno, ma andateci lo stesso.

stylist

*Sala Parigi, bar, sala giochi di Foggia, meglio conosciuto come luogo in cui e’ possibile incontrare i piu’ disparati personaggi impegnati in conversazioni che vanno dalla politica interna, estera, regionale, passando per la sparatoria a Rione Candelaro ( la versione foggiana di Hackney Central prima della gentrificazione).

** Giovanni Lindo Ferretti, frontman of an italian punk band called CCCP, CSI and then PGR. I really suggest to listen to them. The best album in my opinion  is “Fedeli alla Linea”.

fedeli alla linea

It doesn’t really matter if you don’t understand the lyrics. I grew up singing Nirvana and Sonic Youth without understand a word, like 80% of my friends. I was sometimes able to scream ” Pennyroyal Teaaaa” at some school concert.

*** is an  Italian politician. Giorgia Meloni was Minister of Youth in the IV Berlusconi government and president of the Young Italy. She is part of  the extreme right Italian party.

Rossella Forle’ as mermaid in the city

1 thought on “Louis Vuitton, Giovanni Lindo Ferretti e Miss Italia”

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