Everyday life, Italiano

David Bowie e bla bla bla ….

 

di: Rossella Forle’

Lo scrivo o non lo  scrivo? questo mi dicevo stamattina.

Ma poi  che male c’è a scrivere qualcosa dedicata a qualcuno che ti ha alleviato i momenti tosti e riempito di idee e gioia gli ultimi 18 anni della tua vita.

Stessa roba per i post su facebook, non ho ancora capito se mi hanno dato piu’ fastidio quelli che hanno scritto RIP  “ooooddeooo senza neanche conoscerlo” o quelli che hanno commentato gli altri con odio e cinismo,  che voglio dire, David Bowie non lo conoscevi solo tu. O peggio ancora quelli che iniziano con la solita solfa su come i social media hanno cambiato la percezione della realta’ postando l’analisi di Pippi della Francesca su Queen Bitch blog secondo la quale, chi posta roba sui cantanti che hanno fatto la storia, anche solo se ne ha sentito una canzone,  soffre di una strana morbosa forma di egocentrismo da facebook.

Non volevo scrivere su David Bowie ma l’ho fatto perche’ le sue canzoni sono state la colonna sonora della mia vita. Ho fatto l’amore, ho avuto le serate piu’ divertenti tipo il revival vintage sfiga e giu’ di li, con le sue canzoni, mi sono ripresa dagli hangover piu’ tremendi, mi sono logorata dal dolore per il mio 24esimo ex e per tutti quelli precedenti, ho fatto i viaggi in macchina da sola, tipo Roma- Foggia con tutta la mia casa dentro, prima di ripartire per Londra e non ritornare ma i piu’.

Per me ieri è stato come aver perso un conoscente figo, tipo un amico di feste, uno di quelli che si ok non lo conosci benissimo ma ti ha sempre fatto divertire ed è davvero un peccato non vederlo piu’ in giro.

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Londra per un giorno si è fermata in suo onore in ufficio, in tutti i pub della citta’, nei negozi dappertutto, si suonava solo la sua musica.

brixton risty

Cosi’ ieri a Brixton ci sono andata, ed era pieno di altre migliaia di persone che come me con David Bowie ci hanno fatto i figli, lo ascoltavano quando andavano al liceo,  si sono inspirati nella loro carriera di musicisti o semplicemente hanno solo ascoltato le solite quattro canzoni, che hanno ballato all’infinito ai compleanni degli amici.

E non importa quanto tu sia fan, perche’ sebbene conosca tutta la sua discografia non ho piu’ diritto di altri di celebrare la sua morte. Perche’ magari a quello che di solito ascolta Gianni Celeste, una canzone di David Bowie cambiera’ la vita a tal punto da indurlo a non ascoltare piu’ Gianni Celeste e farsi anche una cultura sui New York Dolls.

Ieri sera è stato fantastico ho cantato Space Oddity  con mille persone e ho scoperto che anche gli inglesi non conoscono tutte le parole, come le mie amiche italiane. Mi sono scolata quasi mezza bottiglia di whiskey con Sophie, perche’ faceva un freddo porco e sono stata felice  di essere uguale ad altre migliaia di persone.

brixton - david bowie

E sticazzi del conformismo e delle menate sui fenomeni da folla, perche’ ieri  è successo qualcosa di straordinario, migliaia di persone che non si erano mai viste prima nella vita, hanno ballato insieme bloccando il traffico e fregandosene della polizia, per celebrare e divertirsi come se lui fosse li’.

A lui non dobbiamo solo la musica, di cui ci ha nutrito negli ultimi 46 anni. Senza Bowie non avremmo avuto il punk, il post-punk, la new wave, il glam, l’hair methal, il brit pop…

Non avremmo avuto la caduta del muro di Berlino.

Ci ha liberato dagli stereotipi sul gender e sulla sessualita’ e ci ha insegnato ad ascoltare buona musica. Senza di lui non avremmo avuto l’orgoglio gay, il glitter, i pantaloni attilati e i tacchi sugli uomini con capelli meravigliosi. Al suo stile si sono ispirati  tutti da Dior a Gucci, passando per Miu Miu e Jean Paul Gaultier.

 

Gucci
Gucci
jean paul Gaultier
Jean Paul Gaultier

David Bowie non era solo un musicista era un performer, era un’icona, puo’ non piacerti ma non puoi dire che fa schifo.

Dal suo album di esordio Space Oddity del 1969, agli anni glam di Berlino, fino a Blackstar Bowie è stata una sorta di divinita’ che ha avuto la forza spirituale e culturale se non di cambiare il mondo, di cambiare almeno alcuni mondi.

Ha fatto  arte senza necessariamente cercare forza nei suoi ascoltatori. Non è mai stato una puttana della musica, non ha mai creato qualcosa che lo rendesse piacevole a tutti  e per questo piaceva a tutti, sembrava quasi noncurante del disprezzo.

Non è mai stato la cover di nessuno, ha riespresso a suo modo la sua passione per Little Richard e Scott Walker. Non era camaleontico, era un ascoltatore.

E non ce ne sara’ un altro, quindi ben vengano i Greatest Hits e i libri che raccontano la sua storia e spero che vadano a ruba, perche’ come Picasso, dovrebbero conoscerlo tutti!

david bowie briuxton 2

 

 

 

 

 

 

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