Eco- tips, Italiano

Mai piu’vittime della moda, primi passi verso la liberta’

 

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Nel momento in cui ho deciso di cambiare le mie abitudini di acquisto, ho cercato di capire innazitutto dove indirizzare i miei sforzi.

Diventare una consumatrice critica non è facile.

Nel mio caso  la strage  di Rana Plaza di due anni fa che, uccise piu’ di 1.100 operai tessili in Bangladesh e ferito altri 2200, inizio’ a farmi riflettere sulle condizioni dei lavoratori nelle fabbriche. Iniziai a informarmi e a mettere in discussione  il mio ruolo di consumatrice di moda;  chi fa i vestiti che indosso tutti i giorni? in che tipo di condizioni quei lavoratori vivono e lavorano?

Ma non ero ancora pronta a un reale cambiamento, che presuppone contestualmente un lavoro di ricerca e attenzione verso tutta una serie di informazioni che inizialmente possono risultare noiose.

Il passo successivo è  stato iniziare a  pensare a cosa fare per essere sostenibile e come.

Comprare meno, o comprare lo stesso, ma ‘eco’, non comprare nulla, o riciclare tutto, o …?

E poi:

Ne ho bisogno ?
Ho già qualcosa simile?
Lo indossero’ almeno 30 volte?
Mi farà felice?

Da qui è iniziata la mia ricerca di marchi e negozi in cui è posso acquistare che incontrino il mio stile e le mie tasche.

… Tutto questo prima  ancora di aver comprato qualcosa.

Essere un consumatore non- critico  è molto più facile.

E’ più veloce, è più semplice, ed è un po’ più divertente così (perché non devi porti queste domande). Nel breve termine, è anche più economico.

Ma non ho intenzione di infastidire nessuno, perché a nessuno piace il sermone e ognuno di noi vive fasi diverse, nel complesso cammino della conoscenza e comprensione dell’impatto che i nostri consumi hanno sull’ambiente.

Con il mio esperimento infatti, spero solo di raccontare una storia che possa ispirare anche una sola persona a fare lo stesso.

Esiste infatti  un numero  di marche che utilizzano pratiche etiche nel processo di produzione e che realizzano abiti meravigliosi e super stilosi . Le aziende che elenco di seguito, sono alcune delle mie preferite. Potrebbero dare qualche idea su come creare un guardaroba fatto di pochi pezzi minimal e intercambiabili.

EVERLANE

Everlane basa il suo lavoro sulla trasparenza. Spende la maggior parte del tempo nel trovare fabbriche nel mondo, le stesse che producono per le nostre marche preferite, stabilendo dei rapporti con il proprietario della fabbrica tali da assicurare una produzione eticamente corretta dal principio alla fine. Everlane ritiene che i consumatori debbano essere informati sull’intero processo di realizzazione, quindi fornisce informazioni sulla fabbrica che realizza i vestiti, i costi di produzione e le storie che ci sono dietro ogni singolo pezzo realizzato.

ZADY

ZADY  riconosce  i problemi che si celano dietro il maltrattamento dei lavoratori e l’utilizzo di sostanze tossiche nelle produzioni, pertanto ha deciso di creare un’azienda che dimostra che un modo migliore di farlo, è possibile. Collezione uomo, donna e accessori per la casa

 

 

JAN ‘N JUNE

Jan n’ June: è  un’idea di Jula e Anna,Jan June i capi sono prodotti in Polonia e India, ed è possibile tracciarne la provenienza.

I materiali usati sono 100% organic, lo stile minimal chic.

 

 

 

 

FREEDOM OF ANIMALS

freedom from animalsFreedom of Animals produce borse senza utilizzare  pelle animale. Il brand cha abbiamo sempre sognato, design minimal ed eticamente rispettoso della vita degli animali. Utilizza solo materiali riciclati come cotone organico e bottiglie di plastica. Per realizzare le sue texture, utilizza un processo di trasformazione dei materiali sintetici che consuma il 70% in meno di energia. Il brand inoltre, supporta Sheldrick Wildlife Trust in Kenya, per la salvaguardia e il reinserimento in natura dei piccoli orfani di  elefanti e rinoceronti

 

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