City Notes, Italiano

Ritorno al Sud…

Quando hai un blog, anche se non lo legge nessuno, il post sulla citta’ di origine tocca farlo, altrimenti passeresti per quella che ha dimenticato le sue origini  – che noi lo sappiamo da dove vieni –  mi disse “un’amica”, come se venissi dalle favelas. Pero’tornerei a casa comunque, per amore, non solo per scrivere posts e fare le foto alla cattedrale con l’hashtag #zafo’.

foggia 1

Vivo fuori dalla mia citta’ da 16 anni e ho vissuto a Foggia per 13 anni, sono nata a Milano ahime’ e sono stata presa per il culo nel mio cortile, per il mio accento a quel tempo leggermente milanese, per mesi. Fino a quando non presi per i capelli la bambina antipatica del primo piano e non picchiai, nonostante fossi sui pattini, Andrea della scala A. Imparai a dire “pingone” e finalmente fui accettata dal branco di ragazzini piu’ cafoni che abbia mai conosciuto.

Posso quindi confermare che  il tempo trascorso come terrona emigrata,  è sicuramente maggiore di quello da foggiana, che non sa parlare bene  il dialetto foggiano.

Sono una foggiana a meta’ che vive a Londra, sono stata una foggiana a meta’ che viveva a Perugia e una foggiana a meta’ sia a Panama che a Roma. Da anni insomma vivo in quella condizione di mezzo, per la quale sono una terrona  quando vivo fuori  e  ” una che se n’è andata!” quando torno a casa. Vivendo in un continuo stato da disadattata, per cui vanto le mie origini pugliesi e la scamorza dell’Appennino dauno in terra straniera e mi lamento delle buche quando torno a casa.

E anche questa volta,  tornata in citta’, ho fatto le stesse cose di sempre. Ho provato a incontrare i compaesani che promettono cene, aperitivi e feste  su facebook ma che, quando li contatti nella vita reale, non rispondono neanche oppure proprio in quella settimana, vengono afflitti dalle tragedie familiari piu’ assurde.

Cosi anche questa volta mi sono ritrovata con le solite vecchie amiche dei tempi dell’America*, quelle che anche se cambio numero ogni volta che torno in Italia, come uno spacciatore magrebino, mi passano a prendere a casa.

Questa volta pero’, sara’ la vecchiaia, ho deciso di fare la turista a casa mia. Provando a riscoprire le bellezze del Tavoliere, quella terra brulla quasi desertica sulla quale si estende la mia citta’. Ritrovando numerose analogie con il Marocco.

tavoliere

Ho fatto cose da turista tedesca in chianella*, tipo andare a prendere un caffe da sola in piazzetta, girovagare per i vicoli che vanno da Piazza Mercato alle Croci, rincontrando per caso gente che non vedevo dal 1998.

Ho scoperto (riscoperto) una Foggia diversa. E ho capito che è perfino bella.

Sono andata a vedere la mostra dedicata ad Andrea Pazienza a San Severo,  sotto la calura delle 11 del mattino. Con tanto di passeggiata nella  citta’ vecchia e stupenda, chiedendo –  scusi per il museo?! –

san severo

Mostra interessante quella su Andrea Pazienza, al MAT ( Museo dell’Alto Tavoliere) di cui  è stato finalmente celebrato e riconosciuto il genio. Li avrebbe compiuti il 23 maggio ma “il vecchio Paz” se n’è andato che ne aveva molti meno. Buon Compleanno Paz celebra i suoi 60 anni e  raccoglie gli omaggi dei piu’ grandi fumettisti italiani, alla piu’ grande rock star  del disegno italiano.

Sono stata una sua grande fan da sempre, Pazienza era tutti i suoi personaggi. Colasanti il bello, di certo Pompeo, e perfino Zanardi. Il tremendo Zanardi, spietato, cinico, violento.

 

E’ stato stupendo rivedere una mostra su di lui, in Puglia dietro casa, a ricordarmi gli anni’90, quando i suoi personaggi un po’ incarnavano i miei ideali adolescenziali.

Ho riscoperto  la Foggia dei foggiani che stanno facendo cose fighe per questa  citta. Amici appassionati di musica che organizzano eventi musicali e altri che dopo anni di Bologna, Milano, Torino, Londra sono tornati qui per farle. Ho conosciuto nuovi artisti, creativi che stanno lanciando nuove idee!

Ho ri -provato affetto per un citta’ che tante volte ho criticato. Non mi è mai piaciuto il lassismo dilagante, anche se  negli anni mi sono resa conto che a Roma è ancora peggio.

Ho riassaporato  il sole e le temperature spettacolari, dopo i 15 gradi  di Londra a maggio e la pioggia fino ad agosto. Ho riscoperto la bellezza di uscire alle 11 di sera, dopo cena con calma  e trovare il casino in giro fino a tardi.

Foggia è bella nonostante tutto. Nonostante sia stata  lacerata nella sua memoria e nella sua cultura dai bombardamenti e ricostruita due volte negli ultimi due secoli.  Foggia resiste, nonostante abbia subito cesure d’identita’ e abbia avuto negli anni le gestioni peggiori della storia.

Foggia è bella, perche’ la bellezza è una cosa che sta nel cuore, più che nello sguardo. E seppure a volte non la sopporto, rimarra’ per sempre la mia citta’.

 

* America: per i non foggiani, la pizzeria America negli anni ’90 era un posto dove vendevano i panzerotti fritti e la peroni a mille lire in Via Brindisi, la cui saracinesca  e lo scalino sottostante diventarono luogo di incontro di tutti gli pseudo alternativi della citta’

*chianella: infradito / sandalo estivo

 

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