Everyday life, Italiano

Please,don’t go!

Cosi’ titolava la copertina del Der Spiegel della scorsa settimana, per affrontare il tema spinoso del referendum indetto in UK, che vedra’ la possibile uscita del regno di sua maesta’ dall’Europa.

plase don't go 2

Tema grande, enorme, non voglio e non ho intenzione di fare un’analisi economico- politica, lungi da me, la mia sara’ un’analisi naïve  basata su emozioni e sentimenti da italiana che potrebbe vivere questo cambiamento storico sulla sua pelle.

Londra è la capitale d’Europa, non solo la capitale d’Inghilterra. Nonche’ la quinta citta’ d’Italia, per numero di residenti.

L’editoriale del Der Spiegel di Klaus Brinkbaeumer  spiegava, con parole generose e toccanti, le ragioni che dovrebbero convincere i britannici a restare  – Forse è  troppo tardi per convincere i britannici ad amare l’Europa, pero’ potremmo usare quest’occasione per ricordare quanto il resto d’Europa li ammiri. E’ incredibile quanto non vedano come hanno definito il continente, quanto valore diamo loro e quanto la Germania si senta a loro vicina.

–  la Germania ha sempre guardato oltre Manica con invidia –  e aggiunge – nella mappa emozionale d’Europa, agli italiani riconosciamo la capacita’ di amare e il buon cibo, alla Francia  lo stile e l’eleganza e ai britannici la loro nonchalance e il progresso. I britannici hanno un’innata indipendenza che manca ai tedeschi-

La rivista, una delle più influenti in Germania, ha reso omaggio alle esportazioni culturali britanniche che vanno da James Bond al taglio di capelli di Twiggy.

Nel  sondaggio condotto dalla stessa rivista, è  venuto fuori  che il 79% dei tedeschi vuole che la Gran Bretagna non esca dall’UE.

Giovedi 23 giugno i britannici esprimeranno la loro opinione e decideranno se il paese rimarra’ o lasciera’ l’Unione europea.

Da italiana a Londra la questione è seriamente preoccupante!

E ovviamente  è  oggetto di conversazione quasi dappertutto.

Venerdi scorso,  al solito pub di quartiere da Adam & Eve qui a Lower  Clapton, nel cuore  di Hackney una delle zone piu’ laburiste di Londra, forse come analisi sul campo non conta tanto. Si discuteva sull’argomento. Nel beer garder  eravamo in cinque, provenienti da  tre differenti paesi europei, Italia, Inghilterra e Svezia, sbigottiti e rattristati dalla situazione attuale.

Sembra preoccupante, perche’ nel caso in cui il Brexit vinca, nessuno sa bene cosa succedera’. Triste perche’siamo cresciuti da europei e ci consideriamo tali.  John diceva” no non succedera’ mai, io sono e mi sento europeo prima ancora di essere inglese e come me molti altri”.

Robyn diceva ” io sono meta’ inglese e meta’ italiana e non riesco a capirla questa storia, tutti qui in inghilterra sono misti, siamo tutti europei e abbiamo tutti parte delle nostre famiglie oltremanica, sarebbe una rottura anche  all’interno delle nostre  stesse famiglie”.

Anche se i  i dati dell ‘exit poll danno un’immagine diversa, un paese diviso quasi a meta’, con una maggioranza ( 7%) di quelli favorevole all’uscita. Sebbene quella maggioranza sia composta in modo predominante, dalle vecchie generazioni.

 

YouGov Times – the generational schism
% remain

All: 46%

18-24: 75%
25-49: 50%
50-64: 38%
65+:34%

Non è il referendum in se’ a preoccuparmi. Non credo che improvvisamente mi possano mandar via. Vivo qui da anni, per me in sostanza non  cambiera’ molto, almeno lo spero. Anche se cambieranno le condizioni, verremo divisi tra quelli utili economicamente al paese e quelli meno “utili” che forse dovranno andar via. Non credo che  da un giorno all’altro, dovro’ cucirmi la stella gialla sul cappotto.

Ma cambieranno i presupposti, cambiera’ il modo in cui io percepiro’ questo paese e la maggior parte dei suoi cittadini. E’ l’aver indetto un referendum a cui io non posso votare, per prendere una decisione a riguardo, che gia’ mette in forse le ragioni della mia permanenza e mi costringe a pormi un sacco di domande:

Voglio continuare a vivere in  un paese che nonostante paghi le tasse, mi considera un peso?

Voglio  continuare a vivere e investire il mio futuro e quello della mia futura famiglia in un paese che considera l’Europa un cancro per la sua economia?

Voglio continuare a vivere in un paese che ha dimenticato di essere europeo ?

Voglio continuare a  vivere  in un paese a cui  dovro’ chiedere il permesso per restare?

 

 

 

 

 

 

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