Everyday life, Italiano

Uncool Little Britain!

Ebbene si è successo, il peggiore degli incubi è diventato realtà, ha vinto Little Britain.

Come in un libro fantascientifico di Philipp K. Dick in cui ci si risveglia dopo l’esplosione di una bomba atomica e gli unici sopravvissuti sono degli zombies pronti a ucciderti se metti il naso fuori casa.

Non sono né sorpresa né scandalizzata. Ma assolutamente disorientata. Avrei votato per rimanere, se me lo avessero permesso, perché volevo continuare a credere, nonostante tutto, in un progetto condiviso, volevo credere in una svolta che avrebbe portato a una comunità davvero unita, e non solo un bunker commerciale contro il mondo.

L’Inghilterra è uscita dall’Europa non solo per controllare meglio la sua economia ma per controllarne l’immigrazione!!!!!  In realta’ nessuno ci ha capito nulla. È stato confuso il voto del referendum con il voto politico. il Leave come  voto di protesta della provincia, dove la disoccupazione cresce, contro la capitale del business e della finanza. Senza contare quelli che non hanno minimamente capito che votando Leave, avrebbero detto no all’EU. What?!

Il risulatato è un paese spaccato, diviso, incazzato, impanicato, ansioso, che non sa cosa cazzo succederà domani, tutti contro tutti, leavers contro remainers, europei contro leavers, remainers contro leavers e post sui social media che rasentano la follia.

Petizioni per chiedere un secondo referendum, senza voler accettare che la democrazia è questa e lo scemo del villaggio ha deciso per tutti.

Ho mille domande a cui nessuno al momento puo’ dare delle risposte. Nonostante le rassicurazioni sul mio diritto a vivere e lavorare qui, non so quale sarà  il mio futuro e mi chiedo come moltissimi, se davvero ho ancora voglia di starci e se davvero ne valga la pena.

Negli anni vivendo a Londra ho avuto anche  l’opportunità di conoscere  inglesi diversi, quelli che hanno una percezione della loro gente molto piu’ realista e meno idealizzata di se stessi. Che riconoscono gli errori del passato e si considerano europei piu’ che inglesi. Li ho conosciuti ai festivals, a lavoro, al pub, per strada, come volontari a Calais. Anarchici, laburisti, simpatizzanti della Regina, anti-monarchici, e addirittura tories. Ma nessuno ha mai manifestato o tirato fuori intolleranza o razzismo.

È l’inglese che considera e ama la diversita’ed è cresciuto in ambienti progressisti e multiculturali. Figlio di matrimoni misti  o con il padre italiano e la mamma giapponeseche che ha  una visione della realta’ piu’ aperta e cosmopolita.

Ma anche l’inglese, quello che viene dalla provincia come me e ha fatto l’universita’ a Londra o Manchester, assolutamente consapevole della chiusura mentale dei suoi ex concittadini. Depresso e intristito quanto me, se non di piu’, da quanto sta accadendo.

A dirla tutta pero’ il Brexit non ha fatto altro che tirare fuori  anche una faccia xenofoba e razzista, che è  sempre esisitita. L’Inghilterra ha sempre avuto nel suo background, un’alone percepibile di superiorità,  che viene fuori in modo educato e sorridente in citta, piu’ ignorante, volgare e violento, in provincia.

Il razzismo della gente con una discreta educazione culturale, che riesce a fornire delle “motivazioni” al razzismo, parlando di controllo dell’immigrazione. Basato su una visione della storia parziale e distorta che considera il sangue versato durante le colonizzazioni, come un male necessario,  di cui continua ad essere fiero. Che spiega e giustifica  lo schiavismo, con un atteggiamento razionale, asettico, quasi darwiniano. Nascondendo in realta’ una grande paura della diversita’, un’incampacita’ totale di empatia e di relazione, un’intollerante pronto a imporre la sua opinione anche se sbagliata e retrograda.

Cosi’come il razzismo piu’ palese e rivoltante del tipo ignorante da pub che puzza di piedi e mangia scotch eggs. Della tipa  di 25 anni senza denti, ubriaca  gia’ alle 11 del mattino, con quattro figli a carico spesso affidati ai servizi sociali che vive di benefit e accusa gli stranieri di farlo. Della signora media di qualche altro paesino in culo del Midland che annaffia le piante del giardino, beve cheap tea ed è convinta che la disoccupazione di sua figlia, che a stento sa fare lo spelling del suo nome, sia da attribuire a Tania che viene dalla Romania.

la signora

Non considerando che Tania  nonostanti parli la sua seconda lingua in un paese che non  è il  suo paese nativo , sia riuscita a trovare lavoro da infermiera perche’ piu’ qualificata  di  Holly  sfigata, che nel frattempo riceve la disoccupazione e passa il tempo a vedere la TV.

la coatta

Poi ci sono  gli immigrati di seconda o di terza  generazione, quelli che si sentono in diritto di discriminare i nuovi immigrati e parlano di alzare muri quando sono stati e continuano ad essere vittime del razzismo e del classismo piu’ becero. Mai capiti! Un po’ come il “meridionale pentito” a Milano e Torino.

Questi animali da circo ora si sentono in diritto di manifestare apertamente il loro razzismo, con l’aggressività ignorante che li caraterrizza.

Assisto basita ai commenti sui social media e nelle inteviste TV, contro l’immigrazione europea che tanto ha dato e tanto continua a dare all’economia di questo paese. Un paese che ha vietato, anche a chi vive qui da 20 anni, di votare il referendum in modo discriminante, perche’ residente in UK ma non cittadino britannico, nonostante paghi le tasse come tutti.

Questa pero’ è una lezione per tutti quelli italiani  o tutti quelli che continuano ad avere un complesso di inferiorita’ nei confronti di paesi come l’Inghilterra o la stessa Germania, in cui il razzismo è  la normalità , dove l’essere tolleranti e aperti è una prerogativa di una piccolissima fetta della societa’ quella ben educata e solitamente medio borghese di citta’. Dove per ricevere un’educazione da liceo, devi spendere milioni  di pounds, altrimenti  impari a stento a leggere e scrivere.

Ignoranza democratica che se pilotata nella direzione sbagliata, puo’ provocare danni irreparabili

I nazionalismi  purtroppo stanno prendendo piede in tutta Europa. E l’Europa come progetto di unione dei popoli sembra non aver funzionato. Ma il peggior fallimento dell’Unione è che, con tutto il libero movimento delle persone (un diritto splendido), non c’è stato un minimo avvicinamento culturale tra i vari paesi membri. Siamo ancora profondamente divisi e tremendamente intolleranti fra di noi.

E ahime’ Razzisti lo stiamo diventando o forse lo siamo sempre stati tutti! Perche’ Razzista non è solo chi offende apertamente.

Razzista è chi parla di controllo dell’immigrazione!

Razzista è chi crede che ci siano cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Razzista è chi parla del proprio paese, paragonandolo ad una casa in  cui sono finite le stanze!

Razzista è chi ritiene di poter prendere delle decisioni relative alla vita e alla liberta’ di movimento altrui, rispetto alla sua ristretta visione del mondo!

Razzista è chi pensa che lavorare in un altro paese sia una concessione di qualcun’altro e non un diritto acquisito in base alle proprie capacità!

 

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